Attraverso la camminata bioenergetica fatta:

–  in mezzo alla natura 

–  con un alternarsi costante di “sali e scendi” 

–  senza alcun elemento tecnologico distraente

–  con scarpe con suola il più bassa possibile

possiamo ri- attivare il nostro corpo, tornare a farlo sentire,  tornare ad accenderlo.

Lo smuoviamo, lo flettiamo, lo allunghiamo, lo estendiamo, ci apriamo AD UNA RESPIRAZIONE PIÙ LARGA, PIÙ AMPIA ed ecco che ci ri- attiviamo

Ri-attivandolo il mio corpo mi permette di sentirmi, di catturare le mie sensazioni di ben-essere o di mal-essere

Sento le varie parti del corpo, quelle che si contraggono, quelle che si tendono  e quelle che si beano, quelle che godono, che provano piacere,  quelle che si rilassano

Riesco attraverso un corpo ATTIVO/SENSIBILE anche a vedere quali pensieri, quali azioni che dovrò andare a fare mi causano mal-essere fisico, tensioni, dispiacere, sconforto

Così come riesco a percepire quanto un colpo di vento del momento mi apra i polmoni, il cuore, il petto e mi faccia da balsamo, da benefattore del mio stato d’animo

Grazie alla camminata bioenergetica torno a sentire, torno ad assaporare il vissuto,  il mio corpo diventa un’antenna che si è accesa 

Noi siamo antenne ma purtroppo queste antenne sono spente!!

Il  nostro corpo non è più libero, non è più flessibile, non è più aperto,  non sente più, non capta più il nostro sentire interiore.

SIAMO CHIUSI NELLA NS FRENETICA QUOTIDIANITÀ , TESI, ARMATI FINO AI DENTI PER PORTARE A TERMINE TUTTI I NOSTRI IMPEGNI.

NON RIUSCIAMO PIÙ A FERMARCI E RESPIRARE!!! 

RESPIRARE!!!!!

Siamo contratti, siamo tesi per svolgere le nostre mansioni e arrivare a metà ogni giorno in tutto ciò che facciamo.

Se il corpo non sente più,  non sentiamo più come stiamo!!

NON RIUSCIAMO PIÙ A VEDERCI, A VEDERE LA VITA CHE STIAMO PORTANDO AVANTI.

Fermandoci un attimo, rilassandoci un po, respirando in modo più ampio e abbondante potremmo trovare uno spazio in cui ci rivediamo,  in cui riusciamo a ritrovare il contatto con noi stessi e chiederci:

tutto ciò che faccio, il ritmo nel quale.sono ormai immerso e molto probabilmente del quale sono ormai totalmente inconsapevole mi piace?

È sano?

Lo merito?

Esiste solo questo modo di vivere??

Sono qualcos’altro rispetto a tutto ciò??

Posso vivere la mia vita seguendo dei principi diversi?

Posso vivere la mia vita seguendo FINALMENTE il piacere in ciò che faccio piuttosto che l’ormai inconsapevole/automatico dovere portare a termine qualcosa??

Da questa domanda potrebbe nascere qualcosa di potente, un senso di rivolta, di rivalsa,  di re-azione

Una re- azione verso un ri- appropriarsi della propria vita, di ciò che per troppo tempo abbiamo abbandonato e ciò IL CHI SIAMO!

Quanto è forte questo CHI SIAMO??

QUESTO CHI SIAMO SARÀ ED È LA NS SALVEZZA DA QUESTA RUOTA DEL CRICETO!

Ahimè è una parte di noi che è stata ab abbandonata da tempo, è stata maltrattata, non è stata sostenuta, quindi va ripresa, va riabbracciats e nuovamente sostenuta e pompata

Tutto dipenderà da quanto SENTIREMO di aver trovato il nostro vero CHI e quindi da quanto tempo e da quanta cura decideremo di impiegare!

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